
Castelbuono Classica torna al Chiostro di San Francesco: musica e patrimonio in dialogo con il Museo Naturalistico Minà Palumbo
1 Agosto 2026Sabato 29 agosto 2026 | ore 18.00
Chiostro di San Francesco – Museo Naturalistico “Francesco Minà Palumbo”, Castelbuono
Sabato 29 agosto, alle ore 18.00, il Chiostro di San Francesco del Museo Naturalistico “Francesco Minà Palumbo” accoglie una conversazione con Paola Caridi, autrice de Il gelso di Gerusalemme. L’altra storia raccontata dagli alberi, in dialogo con alino e Michele Spallino.
Il libro di Caridi propone una prospettiva originale sulla storia del Mediterraneo e del Medio Oriente: a raccontarla sono gli alberi. Gelsi, ulivi, sicomori, aranci e altre specie vegetali diventano protagonisti di una narrazione che attraversa conflitti, trasformazioni territoriali, pratiche agricole, colonialismo e vicende delle comunità che hanno abitato quei luoghi.
L’editore definisce Il gelso di Gerusalemme un “manifesto di botanica politica”: una formula che restituisce efficacemente la prospettiva del libro, dove la botanica diventa uno strumento per leggere la storia e le relazioni di potere attraverso il paesaggio. Gli alberi custodiscono tracce, attraversano i confini, subiscono espianti e abbattimenti, accompagnano le trasformazioni dei territori e diventano parte della memoria collettiva.
La conversazione al Museo partirà da questa particolare prospettiva per allargare lo sguardo ai rapporti tra natura, territorio e conflitto, con un approfondimento sui processi di trasformazione e distruzione degli ecosistemi, sul colonialismo ambientale e sul concetto di ecocidio.
Il confronto toccherà anche l’attualità della guerra e del genocidio palestinese, mettendo in relazione la distruzione degli ambienti naturali con la storia e la condizione delle comunità che quei territori li abitano.
La scelta di accogliere l’incontro negli spazi del Museo Naturalistico “Francesco Minà Palumbo” nasce da una prospettiva affine alla ricerca e alla divulgazione naturalistica: guardare alla natura come parte integrante della storia dei territori, capace di offrire strumenti per comprendere le trasformazioni ambientali, sociali e culturali che li attraversano. Le specie vegetali diventano così interlocutori silenziosi di una storia umana che si svolge anche attraverso il paesaggio: una prospettiva che apre nuove domande sul rapporto tra biodiversità, memoria, potere e comunità.
Evento promosso nell’ambito dell’esposizione FALASTIN HURRA (“Palestina Libera”, in lingua araba), curata da alino e Giansandro Morelli, in mostra presso l’Aula Consiliare del Comune di Castelbuono fino al 29 agosto 2026.
In collaborazione con Comitato Zahar




