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Sabato 14 marzo 2026 – ore 17:30
Museo Naturalistico «Minà Palumbo» – Castelbuono (PA)
Il Museo Naturalistico «Minà Palumbo» di Castelbuono ospita sabato 14 marzo, alle ore 17:30, una conversazione dedicata a Luigi Failla Tedaldi (1853–1933), naturalista castelbuonese e allievo prediletto di Francesco Minà Palumbo. L’incontro si svolge nell’ambito de «Il Marzo di Minà» 2026, il ciclo annuale di eventi con cui il Museo celebra la propria eredità scientifica e culturale.
Failla Tedaldi rappresenta uno dei capitoli più affascinanti della storia naturalistica siciliana. Nato a Castelbuono nell’anno in cui la ricerca sulle Madonie attirava studiosi da tutta Europa, fu il continuatore più diretto del progetto enciclopedico di Minà Palumbo, ma con una differenza sostanziale: mentre il maestro abbracciava l’intero orizzonte delle scienze naturali, Failla scelse la specializzazione, dedicando l’intera esistenza allo studio dei Lepidotteri siciliani e all’entomologia in senso più ampio. I «Materiali per la fauna lepidotterologica della Sicilia» — scritti in collaborazione con lo stesso Minà Palumbo e pubblicati nel 1889 — restano ancora oggi un riferimento fondamentale per la conoscenza di questo ordine di insetti nell’isola. A questi si aggiunge il «Glossario di entomologia» (1900), prima opera del genere pubblicata in Italia, che gli valse riconoscimento internazionale nonostante operasse da un paese di montagna della Sicilia interna.
Nel corso dell’incontro si citerà anche la collezione entomologica di Failla Tedaldi conservata presso il Museo di Zoologia «Pietro Doderlein» dell’Università di Palermo. Si tratta di un patrimonio di straordinario valore storico-scientifico: centinaia di esemplari di Lepidotteri, Coleotteri e Ortotteri, raccolti sul campo sulle Madonie e in Sicilia nel corso di decenni di ricerca, e oggi custoditi in circa 200 scatole entomologiche insieme alla collezione De Stefani Perez. Materiali che testimoniano concretamente il metodo di Failla: un lavoro paziente, sistematico, e costruito specie dopo specie sul territorio.
Della figura di Failla Tedaldi converseranno due studiosi che ne condividono, ciascuno a proprio modo, la vocazione naturalistica e il radicamento nella tradizione scientifica siciliana.
Attilio Carapezza
Entomologo dell’Università di Palermo e presidente della Società Siciliana di Scienze Naturali, Carapezza è considerato uno dei maggiori esperti di Eterotteri del Mediterraneo. La sua ricerca spazia dalla Sicilia al bacino mediterraneo allargato, con pubblicazioni su fauna di Tunisia, Libano, Emirati Arabi e oltre. Ha curato studi su collezioni storiche siciliane e ha più volte portato all’attenzione del pubblico le figure dei grandi naturalisti dell’Ottocento — tra cui Enrico Ragusa, stretto sodale scientifico di Failla Tedaldi.
Fabio Lo Valvo
Entomologo e naturalista palermitano, Lo Valvo ha curato il catalogo della collezione entomologica del Principe Raniero Alliata di Pietratagliata — una delle più importanti collezioni naturalistiche della Sicilia, custodita a Palazzo d’Aumale di Terrasini. Il suo lavoro di valorizzazione del patrimonio naturalistico siciliano lo colloca nel solco diretto di quella tradizione di naturalisti appassionati di cui Failla Tedaldi fu tra i rappresentanti più significativi.




